In Champagne tutto prosegue

Mentre molte aziende hanno interrotto le operazioni in base alle misure di confinamento di Covid-19, il settore agricolo è stato autorizzato a continuare e le cantine francesi hanno trovato il modo di proseguire l’attività viticola e i vigneti hanno iniziato il loro viaggio verso l’annata 2020. In questo momento, ormai nella quarta settimana di domicilio coatto, mantenendo la massima attenzione sulle misure di sicurezza, si sta procedendo alla lavorazione del terreno. La vite, superato l’inverno e preparata dalla potatura, reagisce con il suo “pianto” (incolore e ricco di sostanze minerali e ormoni) agli effetti del sole primaverile che, riscaldando il suolo, sospinge la linfa addormentata verso le estremità del ceppo; per alcuni giorni, in un vitale goccia a goccia, i tagli della potatura trasudano questa linfa fino a che non si cicatrizzano completamente. L’intero sistema circolatorio della pianta a questo punto è sotto pressione, permettendo che si schiudano le gemme: è la fase del germogliamento, che segna l’inizio di un nuovo ciclo annuale. Tuttavia, in questo periodo, i giovani germogli sono ricchissimi d’acqua e le gelate primaverili possono essere fatali. Durante la rinascita primaverile, il vignaiolo procede alla prima “lavorazione del terreno”; smuove le zolle di terra richiuse su sé stesse dall’autunno precedente, il che fa riscaldare ulteriormente il terreno e di conseguenza le radici. Così si ottiene un buon arieggiamento della terra che favorisce la ricrescita delle radici e l’intera vita del suolo si riattiva. Inoltre, questa prima lavorazione distrugge le erbacce cresciute tra i filari. Si continuerà a lavorare la terra per tutto il ciclo, secondo il ritmo della crescita delle piante erbacee e del necessario mantenimento di una buona circolazione dell’aria e delle acque pluviali verso gli strati profondi del suolo e le radici. Inoltre, distruggendo le eventuali radici superficiali che possono essersi sviluppate, il vignaiolo fa sì che, per compensazione, si sviluppino le radici della vite più profonde; queste infatti affondano nel suolo permettendo una migliore alimentazione idrica della pianta nel caso di siccità estiva e un ottimale assorbimento delle sostanze nutritive caratteristiche della composizione del suolo, in grado di favorire una migliore espressione della tipicità del territorio. Nel contempo in vigna, allo scopo di garantire una migliore esposizione del fogliame alla luce del sole, si cerca di ripartire le foglie lungo una superficie verticale: ciò si ottiene guidando i tralci lungo fili metallici tesi fra i pali dei filari. Questi interventi accompagneranno la crescita della vite seguendo il suo ritmo grazie all’aggiunta di fili successivi sovrapposti che assicureranno infine la ripartizione desiderata.
In cantina, l’attività continua nonostante i ranghi ridotti e le rigide misure igieniche e di allontanamento. Attualmente sono in fase d’inizio dell’imbottigliamento delle Cuvée con la preponderanza della vendemmia 2018 e le prime fasi delle lavorazioni dei vini della vendemmia 2019.
Nelle aree dell’imbottigliamento, dell’etichettatura e della spedizione, alcune aziende hanno vari turni per continuare le operazioni, mentre altre si sono fermate per ora, sperando di riprendere una volta terminato il blocco.
“I gestori delle cantine e delle tenute tengono d’occhio quando può riprendere la normale attività produttiva, garantendo nel contempo la salute e la sicurezza di tutti gli interessati.”
I commercianti in Francia e oltre hanno registrato forti vendite di vino nelle ultime settimane, poiché gli acquirenti hanno cercato di fare scorta.